I nuovi trend in materia di investimenti

Mentre affrontiamo la seconda ondata di Covid-19 possiamo già trarre alcune conclusioni sul mercato immobiliare, sicuramente colpito dall’emergenza sanitaria (nel primo semestre 2020 le compravendite sono calate di oltre il 20%) ma non affondato. Piuttosto dovremmo dire “trasformato”.

Cresce la voglia di indipendenza

Tra le conseguenze della pandemia c’è stato il boom di richieste per case in campagna, o almeno in zone periferiche verdi, e abbastanza spaziose (trilocale batte bilocale). Ma a stupire è soprattutto un nuovo trend, che appare in controtendenza rispetto all’epoca preCovid: la ricerca di soluzioni indipendenti e il desiderio di trasferirsi nell’hinterland di città come Milano e Firenze.

Meno investimenti da reddito, più case vacanza

Nel 2020 chi ha deciso di investire nel mattone ha privilegiato le case vacanza rispetto agli immobili da mettere a reddito nelle grandi città, che hanno risentito di più dello smart working e della diminuzione di studenti fuori sede. Se la richiesta di case in campagna è cresciuta infatti quasi del 30%, gli acquisti per investimento sono passati dal 17,5% al 16,8%.

Prezzi in calo ma tempi di compravendita veloci

Per la prima volta dopo circa 3 anni il costo del mattone nelle grandi città è sceso, seppure in media solo dell’1%. All’interno di questo quadro vanno segnalate alcune eccezioni come Genova, che con il -4,4% vince la maglia nera di questa speciale classifica, e Milano e Verona, dove invece i prezzi sono saliti rispettivamente del 2 e dello 0,4%, ma con un andamento non omogeneo: centro e periferia peggiorano, a vantaggio delle aree semicentrali. Segnali positivi arrivano dai tempi di vendita, che rispetto a un anno fa sono scesi in tutta Italia anche grazie alle ottime performance registrate fra giugno e settembre e al momento rallentate dalle nuove chiusure.

2020-11-23T14:27:05+00:00